Concerto dell'Orchestra da Camera della Repubblica di San Marino 16/11/2006
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Musicattore
Luigi Maio

Vincitore del prestigioso Premio Nazionale della Critica Teatrale 2004/2005.
Musicista, attore e autore genovese, Luigi Maio rappresenta la più completa espressione specialistica del Teatro da Camera e di quello che lo stesso artista, creando una nuova definizione di genere, ha definito Teatro Sinfonico. Collaborando con prestigiose formazioni (Carlo Felice Ensemble, i Solisti della Scala, l’Orchestra di Padova e del Veneto, i Pomeriggi Musicali, Ensemble Nuovo Contrappunto, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, l’Orquestra Nacional do Porto, i Solisti del Teatro Olimpico di Vicenza, ADM Ensemble, etc.) e con noti direttori d’orchestra (Donato Renzetti, Marcello Panni, Mario Brunello, Marcello Rota, Daniele Zanettovic’, Julius Kalmar, Fabrizio Ficiur, Giovanni Porcile, Osvaldo Ferriera, Daniele Agiman, Alessandro Ferrari, Alessandro Pinzauti, Manlio Benzi, Michele Mariotti, Fabio Serafini, Maurizio Ben Omar, Massimo Lauricella, Mario Ancillotti, Francesco Belli, etc.) Maio ha fatto riscoprire i capolavori teatral-musicali del Novecento Storico e contemporaneo riscuotendo grandi consensi di pubblico e critica. Il ligure “Musicattore” –per usare una sua originale (e spesso imitata) definizione- si è esibito in alcuni dei più importanti Teatri, sia in Italia che all’estero, portando in scena il suo apprezzato repertorio di spettacoli da camera, tra i quali spiccano: L’Histoire du Soldat, Façade, Babar, Pierino e il Lupo, l’Arlesiana, Sport e Divertimenti e i Musicanti di Brema (con sue originali versioni in rima), il Concerto dell’Albatro di Ghedini, il Melologo dell’Oca di Riccardo Luciani, la Divina Commedia su musiche di Cesare Sanfiorenzo, etc.
Ma l’impegno di Maio per lo sviluppo del teatro musicale cameristico-sinfonico consiste anche nello scrivere testi e musiche per nuove opere ampliando il repertorio del settore. Ha così creato e rappresentato: Eine Kleine Zauberflöte – Un Piccolo Flauto Magico, Un Peer Gynt “peer” Archi (andato in scena con grande successo per la Stagione della Società del Quartetto con la partecipazione dell’Orchestra d’Archi Italiana diretta dal Maestro Mario Brunello e trasmessa da Radio Tre), Vespe d’Artificio, Des Wanderers Wand, Le Fiabe da Camera, La Bellezza del Diavolo (recuperando e riscrivendo per pianoforte la colonna sonora andata perduta e composta dal Maestro Roman Vlad per l’omonimo film di Clair).
Il suo impegno nei confronti del teatro cameristico ha generato una vera e propria tendenza anche tra i giovanissimi, al punto da valergli un importante riconoscimento da parte dell’Unicef –di cui è ora Ambasciatore- quale innovatore del Kammerspiele e creatore del Teatro Sinfonico, oltre a una Tesi di Laurea a lui dedicata.
Genova 2004, Capitale Europea della Cultura, gli ha dedicato la rassegna “Viaggiando in Camera- con Luigi Maio e l’Unicef Genova è Capitale Europea del Teatro da Camera e dei diritti del Bambino”.
La prestigiosa rivista Amadeus ha dedicato il numero speciale natalizio nonché il cd allegato alla sua edizione de L’Histoire du Soldat, che ha inciso per l’occasione insieme a Domenico Nordio e a I Solisti della Scala.  
Nel 2002 ha ricevuto il Premio Arte e Cultura Ettore Petrolini quale più originale interprete del grande comico italiano.

 

I diritti del soldato
© Luigi Maio

I diritti del soldato - Luigi MaioDell’Histoire du Soldat s’è parlato molto, e spesso facendo riferimento a un’opera ritenuta a torto di difficile comprensione, riservata alla ristretta cerchia di “addetti ai lavori”.
Tale atteggiamento, favorito da alcuni allestimenti velleitari, privilegianti esclusivamente l’aspetto musicale a scapito di quello teatrale (o viceversa) negando l’originale sintesi drammaturgico/concertistica caratterizzante il capolavoro di Stravinskij e Ramuz, ha finito per inibire un sereno approccio all’opera in questione da parte del vasto pubblico, che si è visto ancora una volta negare, seppur indirettamente, il Diritto all’esperienza ludica della Cultura.
Purtroppo si è sempre liquidato il problema mettendo in dubbio l’efficacia della sintesi tra note e parole dell’opera stravinskijana ricorrendo tutt’ora alla facile accusa di sperimentalismo
e parliamo di un lavoro del 1918!
Ma questi pregiudizi possono essere vinti grazie a un’adeguata preparazione in campo musicale e teatrale da parte dell’interprete: studiando recitazione, regia e scenografia nonché pianoforte, canto e composizione ho potuto sviscerare a fondo le tematiche dell’Histoire du Soldat facendo emergere quelle potenzialità drammaturgiche già contenute, oltre che nel testo di Ramuz, nella stessa musica di Stravinskij, divenendo unico interprete in scena triplicandomi nei ruoli del Soldato, del Diavolo e del Narratore cambiando voci, costumi ed espressioni in un agire trasformistico esaltante il tema del Doppio attraverso  –a detta del critico di Sipario Yuri Brunello- “(…)una sbalorditiva esibizione da attore stravinskiano: lo stile musicale di Stravinskij infatti, che consiste nell’Histoire in eclettiche combinazioni, accostamenti eterogenei, viene ricreato attraverso un recitare (quello di Maio) inteso come atto acrobatico: ritmi, toni, volumi di sostanza e dimensione differente si alternano con andamento pirotecnico, circense per sdoppiarsi (…) con una gestualità (…) d’impronta cubista”.
A mio parere il tema del Doppio e dello sdoppiamento è stato evidenziato, oltre che da Ramuz, anche dal grande compositore russo ricorrendo alla presenza scenico/sonora del violino, simbolo dell’anima umana, in quanto, mentre nella storia lo strumento passa dalle mani del Protagonista a quelle del suo Antagonista, nella realtà concertistica l’esecutore all’interno dell’ensemble rimane lo stesso!

Luigi Maio

Violino
Luca Fanfoni

Luca FanfoniNato a Parma nel 1964 ha iniziato lo studio del violino nella sua città natale con Giuseppe Alessandri per poi proseguire al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano ove si è diplomato con il massimo dei voti sotto la guida di Gigino Maestri.
Giovanissimo vince il primo premio al Concorso Internazionale di Stresa, il primo premio al Concorso Nazionale di Pescara e il primo premio alla Rassegna Nazionale Violinistica di Vittorio Veneto.
Decisivi per la sua formazione musicale gli incontri e lo studio con musicisti e violinisti di fama internazionali quali Leonid Kogan e Franco Gulli all’Accademia Chigiana di Siena          Ha studiato per cinque anni con Salvatore Accardo presso la Fondazione “W. Stauffer” di Cremona e in quest’ultima fase di perfezionamento ha partecipato con successo a numerosi Concorsi Internazionali conseguendo nel 1988 il primo premio al Concorso Internazionale “Romano Romanici – Premio Città di Brescia” dopo essersi brillantemente laureato al Concorso Internazionale “Giovambattista Viotti” di Vercelli nel 1987 e nel 1989 al Concorso Internazionale “Niccolò Paganini” di Genova.
A 22 anni è stato scelto da Riccardo Muti quale primo violino di spalla dell’Orchestra scaligera. Si è esibito in prestigiose sale da concerto quali Anvers Philarmonie Hall, Kaikan Hall di Kyoto e Geijutsu Gekijo di Tokyo, Sala Verdi di Milano, Teatro Comunale di Bologna, Music Hall dell’Hochschule di Vienna, Sala dei Concerti del Conservatorio di Lucerna e Carnegie Hall di New York.
Nel 2000 ha registrato per la casa discografica Phoenix un CD con musiche di E. Grieg, Paganini, Milstein, M. Ravel, A. Piazzola, accolto con grande interesse e lodevoli considerazioni dalla critica specializzata e nel 2001 a conclusione del centenario Verdiano la casa discografica di Genova Dynamic ha recentemente pubblicato un suo CD contenente brani inediti e fantasie brillanti su temi verdiani per violini e pianoforte
E’ da poco uscito il cofanetto di tre CD contenenti l’integrale dei 12 Concerti Op. III  e i 24 Capricci di Pietro Antonio Locatelli registrato per la casa discografica Dynamic con il complesso cameristico “Reale Concerto” che lo vede in veste di Direttore e Solista..
E’ docente della cattedra di violino al Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma. Suona un violino del famoso liutaio veneziano Francesco Gobbetti del 1719.