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Orchestra Sinfonica della Repubblica di San Marino

 

Stagione Concertistica 2007

 

Concerto di Natale

       
Dal dicembre del 1985 il Concerto di Natale è diventato ogni anno un appuntamento tradizionale che rappresenta la massima espressione delle potenzialità dell’Istituto. Da diversi anni, gli allievi più piccoli sono impegnati nel Coro di Voci Bianche mentre gli studenti dei corsi più avanzati sono inseriti nell’Orchestra. Inoltre, buona parte degli insegnanti dell’Istituto coadiuvano, in vario modo, alla gestione ed alla preparazione della serata che, per il secondo anno consecutivo, si pone anche a conclusione della Stagione Concertistica iniziata a Settembre.
Il Concerto di Natale ha visto salire sul podio direttori quali Gheorghi Dimitrov, Marc Andreae, Carlo Tenan e Massimo Lauricella.
   
 
Programma
  Canti Natalizi
   

Alexander Borodin

Dall’opera “Il Principe Igor”: Danze Polovesiane

 

Serge Prokofiev

Romeo e Giulietta Suite n. 2 op. 64:

  1. Montaigus et Capulets
  2. Juliette enfant
  3. Père Lorenzo
  4. Danse
  5. Roméo auprè de Juliette avant leur séparation
  6. Danse des jeunes filles des Antilles
  7. Roméo au tombeau de Juliette
 
     

Introduzione al concerto

ALEXANDER BORODIN:
Danze Polovesiane da “Il Principe Igor”

Alexander Borodin è una figura straordinaria di intellettuale, musicista “dilettante” e uomo di scienza. Intorno al 1862 (grazie anche all’amico Musorgskij) fondò il celebratissimo “gruppo dei Cinque” con l’intento sincero di produrre un tipo di musica “nazionalistica” basata sul folklore e lontano dalle possibili contaminazioni occidentali. La sua unica opera Il principe Igor (iniziata nel 1869 e completata da Korsakov per la Prima del 1890) è imperniata su questo tipo di ricerca quasi “etica” sulla tradizione. Ed è proprio alla fine del II atto (quando Igor viene festeggiato per volere del Khan) che noi possiamo ascoltare il tema delle Danze Polovesiane. Qui non solo la timbrica fa uso marcato di strumenti di connotazione originariamente orientale, ma autoctona e ancora una volta “etica” è la freschezza e la spontaneità dell’invenzione melodica; quella spontaneità e leggerezza che spesso si ritrova senza intoppi nelle musiche che nascono al di là dell’Accademia e che vivono così nello spirito unito delle radici più popolari.

SERGEJ PROKOFIEV:
Romeo e Giulietta

Romeo e Giulietta (1935-38) di Prokofiev è sicuramente uno dei balletti più celebri e celebrati della tradizione occidentale. Questo non solo per l’immortale e assoluto intreccio scespiriano ma anche, e soprattutto, per le soluzioni melodiche (Leitmotiviche) quasi (melo) drammatiche date dal compositore ai suoi personaggi danzanti. In questo senso molti sono gli autori che si sono cimentati - anche in solo ambito strumentale - nella “narrazione” del dramma omonimo: pensiamo a Ĉajkovskij e Berlioz per fare solo due nomi celebri nel contesto “sinfonico-rappresentativo” probabilmente conosciuto dal compositore russo. Su questa scia Prokofiev infatti, oltre ad elaborare sui temi del balletto dieci pezzi per piano solo, estrae Tre Suite (rispettivamente op. 64a, 64b, 101). Questi lavori orchestrali mantengono intatto l’aspetto “motivico” e l’unità drammatica della partitura danzata: ci si muove con dialettica coerente da momenti più lirici ed eterei, “flautati” a situazioni più esplosive - quasi violente -  nelle quali il compositore fa ricorso a soluzioni più “novecentesche” ed innovatrici (soprattutto per certo teatro tradizionalista) come l’utilizzo versatile del sassofono in orchestra, l’impiego vitale ed energetico del ritmo e il libero uso della dissonanza. Una tavolozza riuscita, variopinta - tradizionale ed innovatrice al contempo - per uno dei capolavori più riconosciuti del teatro di tutti i tempi.    

 

 

 

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